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| El Tannura | ||
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Questa danza prende il nome dal particolare indumento indossato dai danzatori, la .tannura., ossia la gonna, che rappresenta il rituale dei dervisci "volteggianti", ricco di allusioni cosmologiche. Viene esaltata proprio la rotazione delle gonne sovrapposte e vivacemente colorate con i suggestivi effetti cromatici ed i costumi rispecchiano l.allegria e la semplicità del popolo egiziano. Due sono le matrici principali di questo gruppo: la prima è quella della danza rituale dei dervisci volteggianti, parte integrante del .sema. (= ascolto) della Turchia, proprio dell'ordine mevlevi, poi diffusa in altre regioni del mondo islamico, Egitto incluso, dove questo rituale fu praticato dal 1500 al 1900; la seconda matrice è quella della musica rurale della Valle del Nilo, poiché l.orchestra è costituita dagli strumenti tradizionali con i quali si animano cerimonie e feste all'aria aperta: la raraba, il musmar, il ney, il bendir, il darabukka, il duff ed il sadakh, strumenti musicali che scandiscono il movimento dei danzatori per poi acquisire un ritmo incalzante che culmina nella trasformazione del danzatore in un caleidoscopio di forme colorate. E tra danze e rituali, vengono intonate le sure del Corano con il richiamo alla preghiera .Allah el-akbàr., dopodiché gli aspetti simbolici della gestualità esoterica si trasformano in uno spettacolo nel quale la coreografia mette in evidenza la figura dei due ballerini, cioè dei due tannura, esaltando il gioco della rotazione delle gonne colorate. I musicisti e ballerini costruiscono dunque uno straordinario percorso mistico, attraverso la ripetizione quasi ossessiva di ritmiche percussive e la rotazione del corpo e della tannura, che riproduce il cammino del sole e degli astri, con rapidità ritmica, poiché i due ballerini girano su se stessi rappresentando il sole, mentre gli altri danzatori vorticano intorno a lui in senso antiorario come astri e tutti insieme simboleggiano l'alternarsi delle stagioni. In realtà queste danze e musiche simboleggiano il rapporto tra cielo e terra, tra corpo e anima, tra Dio e uomo, e ballando si finisce per generare uno stato di estasi rituale per mettersi in comunicazione con Dio, il cosmo, fino a conoscere la più alta realizzazione spirituale ed accedere alla coscienza della realtà. Stefania Sofra |
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| Dabka | ||
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La dabka (anche dabki o dabke nella lingua araba parlata) è una danza folkloristica popolare maschile diffusa nei paesi del Medio Oriente. In particolare: Libano, Siria, Palestina, Iraq. Il nome deriva dal verbo arabo yadbuk che significa battere i piedi per terra. La danza rappresenta l'amore per la terra e il proprio paese e soprattutto l'unione tra le persone; esprime sentimenti di gioia e viene praticata in occasioni felici, soprattutto matrimoni, ma anche nascite e giornate di raccolta. Nei paesi del Medio Oriente ci sono diversi tipi caratteristici di Dabka, anche se presentano moltissime analogie e tratti comuni. Tutti i tipi di dabka si danzano in gruppo: i danzatori si dispongono in cerchio o semicerchio e procedono in fila indiana, ognuno con la mano destra nella mano del danzatore precedente e la sinistra (tenuta di solito dietro la schiena) al danzatore seguente. A passo di danza tutti girando in tondo sempre in senso antiorario. A seconda del tipo di passo e del tipo di dabka i danzatori rivolgono lo sguardo in avanti oppure verso il centro del cerchio o del semicerchio. Il primo della fila (di solito il più esperto nella danza) è il conduttore del ballo: tutti gli altri lo seguono nelle mosse e nelle variazioni che egli decide al variare del ritmo della musica, sempre accompagnata da strumenti a percussione classici arabi, quali la Darabouka. Come il significato stesso del nome suggerisce, il movimento delle gambe è centrale per tutti i tipi di dabka. I danzatori battono sostanzialmente i piedi per terra con marce e ritmi molto variegati, che cambiano durante la danza al variare del ritmo della musica. La dabka non è soltanto accompagnata dalla musica, ma anche da canzoni in quanto quasi sempre le musiche sono anche cantate. Le danze sono spesso precedute da particolari poesie, che si chiamano mawwal, caratterizzate da rime e parole con doppio o triplo senso. |
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| Hagalla - Danza Beduina | ||
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Il Hagalla è una danza beduina. Viene eseguita dalle future spose in occasione delle feste di celebrazione. Bedouin vuol dire abitanti del deserto e sono originari dell'Arabia. Hagall è un uccello tipico del deserto del Sinai. La danza Hagalla è diffusa nel deserto occidentale dell'Egitto a Mersa Matruh vicino alla Libia. Durante le grandi feste di celebrazione, le ragazze hanno il diritto di scegliere il futuro sposo, ballando di fronte ad una fila di giovani (Kafafeen)che battono le mani al ritmo della danza . Questa può essere interpretata con il bastone oppure con un fazzoletto. Quando la ragazza sceglie un giovane, si ferma davanti a lui porgendogli l'altra punta del bastone o del fazzoletto e danza intorno a lui. se il ragazzo acccetta la proposta di matrimonio, offrirà alla danzatrice un braccialetto. Il vestito, lungo ed autenticoamente beduino, è completato da un un fazzoletto che raccoglie i capelli ; il viso è scoperto. La musica è eseguita da strumenti tipici: tabla, duff, nay e rababa (padre del violino) |
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| Khaleege - Racks al Nachaat | ||
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Khaleege
significa "golfo". |
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| Raks Al Assaya – Said - Danza col bastone | ||
| Tahtib
è la danza tradizionale maschile, un tipo di danza/lotta col bastone
originaria dell’Alto Egitto. Realizzata dalle donne, Raks Al Assaya ha più grazia e femminilità. La musica: il ritmo utilizzato è il Said (allegro e felice), accompagnato sempre degli strumenti a fiato, come il Meejurez (bambù). Poichè è una danza folcloristica, la ballerina veste un lungo abito. |
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| Baladi | ||
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Baladi, si sviluppa
nelle grandi città, Alessandria e Cairo, tra il diciannovesimo e
ventesimo secolo. Essa si fonda sulle danze ed i ritmi rurali portati in
città attraverso le migrazioni delle popolazioni dalle campagne. La
musica rurale entra così in contatto con quella occidentale (numerose
erano le comunità straniere in città , greci, italiani, inglesi e
francesi), la componente egiziana e le sue radici folk rimangono tuttavia
molto forti e danno vita a questa specie di folklore urbano, appunto il
baladi. |
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| Sha' Bi | ||
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Sha’bi, è lo
stile folk della danza orientale al cui interno rientrano le musiche e le
danze tradizionali delle campagne, le quali sono varie e numerose (quella
saidi è tra le più note), e quelle ghawazy. La danza è pesante e
terrena , i movimenti del bacino sono molto accentuati e le braccia si
muovono in modo naturale vicino al corpo. |
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